Il grande schermo si illumina, gli smartphone sono spariti, tutto intorno tace: stasera siamo nella New York del 1969 e qualcuno ha appena sparato a Andy Warhol. Il tempo corre, lo schermo ritorna nero e già sappiamo che la prossima volta finiremo a Buenos Aires, negli anni Novanta,
dove un poeta vaga alla ricerca di una donna capace di volare. Intorno a noi ci sono abiti di alta moda, opere d’arte, profumo di buon cibo.


Accade da In Aria, il cine club nomade fondato da Rebecca Padova e Roberta Litrico, due giovani cinefile. Il progetto nasce da «un’esigenza di ritornare alla socialità e creare qualcosa di nuovo, che fosse possibile realizzare durante il periodo di pandemia», esordisce Rebecca.
La prima volta che ha raccontato la storia del loro progetto, lei e Roberta risiedevano in Francia ed erano indaffarate con i preparativi della prima parigina; oggi sono tornate in Sicilia e In Aria è sbarcato a Stromboli e Aci Castello.

«Abbiamo avuto la fortuna di iniziare gli eventi a Nicolosi, nel giardino dell’albergo della mia famiglia», prosegue, «L’idea era quella di viaggiare attraverso il cinema e la cucina, voler riprendere a socializzare». L’entusiasmo riscosso dai primi appuntamenti, prontamente condivisi
online sulla pagina Instagram del cine club, ha dato il via a un passaparola giunto alle orecchie dei proprietari di ristoranti e gallerie catanesi che oggi offrono a In Aria nuovi spazi in cui sviluppare rassegne cinematografiche.


Dal giardino di un hotel in provincia fino ad arrivare allo storico Palazzo Biscari, edificio nel centro storico di Catania, la strada è stata lunga e le due fondatrici hanno contato solo sui loro mezzi per arrivare fin qui.
Un destino che le accomuna a molti altri giovani siciliani e siciliane che si muovono nel panorama artistico regionale in maniera indipendente. «Non abbiamo sponsor né il supporto di cinema della città. Siamo totalmente autofinanziate e autoprodotte», sottolinea Rebecca. «Più in là però proveremo a partecipare a dei bandi, a cercare fondi».
Nel corso degli ultimi cinque anni, le due ragazze hanno collaborato non solo con enti culturali locali, tra cui l’Accademia delle Belle Arti di Catania, ma anche con la ONG SOS Méditerranée, proiettando per l’occasione un documentario sui viaggi dei migranti nordafricani.
Le altre proiezioni esplorano la cinematografia di autori italiani e internazionali, dai più conosciuti come Lynch e Fellini a nomi ignorati dal circuito mainstream come il regista argentino Eliseo Subiela.



Per la prima parigina è stato scelto un documentario sullo scrittore e giornalista James Baldwin, per l’evento a Stromboli, La Collectionneuse per la regia di Éric Rohmer. «All’inizio era una moda, spesso le persone venivano senza sapere che film proiettassimo», ricorda Rebecca.
«Adesso invece si sono create delle nicchie che sentono di avere una casa, un posto sicuro in cui andare per vedere del buon cinema». Nonostante il cine club abbia oltrepassato i confini nazionali – prima Bruxelles, ora Parigi – il cuore del progetto resta la Sicilia per adesso, dove le due fondatrici sanno di poter contare sull’affetto e il sostegno di una community ormai consolidata e di due amici collaboratori che gestiscono le rassegne e la comunicazione social in assenza di Rebecca e Roberta.
A chi vorrebbe seguire il loro esempio, Rebecca e Roberta danno un consiglio tanto semplice quanto per nulla scontato: «Se non si inizia prima o poi, non si può creare qualcosa».
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